Il consumo di avocado è sostenibile?

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L’avocado, nome scientifico “persea americana”, è un frutto che negli ultimi anni ha avuto un grande appeal sia per il suo sapore delicato e la consistenza cremosa, sia per i suoi benefici in termini nutrizionali.  Il suo successo a livello gastronomico ha portato una vera e propria esplosione nel consumo di avocado, generando un aumento della richiesta. Questo boom ha generato molti problemi legati alla produzione su larga scala, portando le persone a domandarsi se il consumo di avocado sia sostenibile.

Proviamo a riassumere le argomentazioni principali dei detrattori della sostenibilità dell’avocado.

3 motivi per cui l’avocado non è sostenibile

  1. Impatto ambientale. Come riporta l’Instituto Nacional de Investigaciones Forestales, Agricolas y Pecuarias «in Messico, [..] In dieci anni (2001-2010), la produzione è triplicata, le esportazioni decuplicate e moltissimi terreni dedicati a più tipi di coltivazione differenti sono stati trasformati in monocolture. Inoltre, in tutta l’America Centrale e Meridionale, l’aumento di domanda di avocado dall’estero ha fatto sì che anche molte terre vergini e foreste fossero trasformate in piantagioni: la perdita, sempre secondo i dati aggiornati al 2012, è stimata in circa 690 ettari all’anno“. Episodi di deforestazione massiva finalizzata alla monocoltura si stanno verificando anche in Perù e Cile. Un altro fattore di impatto ambientale è il trasporto: per arrivare in Europa gli avocado viaggiano per 10.000 km contribuendo all’inquinamento del pianeta.
  2. Consumo di acqua. Si stima che siano necessari 2000 litri di acqua per produrre un solo chilo di avocado, quattro volte la quantità necessaria per produrre un chilo di arance e dieci volte quella necessaria per produrre un chilo di pomodori.
  3. Impoverimento e monocoltura. Alcuni Paesi stanno basando la propria economia sulla produzione di avocado limitando lo sviluppo di altre attività commerciali. In questo modo diminuiscono le opportunità di lavoro e la qualità della vita per le popolazioni locali. Questo clima di incertezza è precarietà infine favorisce le organizzazioni criminali, come denunciano, ad esempio, alcune organizzazioni umanitarie in Messico.

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