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IL PROGETTO

Il progetto FemMe (Femminismo e memoria) nasce dal lavoro della ricercatrice universitaria Elisa Bellè del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Trento. Scopo della ricerca è quello di mappare e ricostruire la storia dei primi movimenti femministi trentini, purtroppo sconosciuta ai più, restituendola alla collettività, poiché essa è una parte importante del patrimonio culturale locale e nazionale. La ricerca si è occupata di ricostruire le principali vicende del movimento femminista in Trentino tra il 1968 e il 1985: due decenni intensi, di partecipazione, lotte, conquiste. Le articolate vicende di quel periodo così intenso sono state ricostruite grazie a dieci interviste a testimoni privilegiati (attivisti sindacali e politici, studenti dell’epoca ecc.), trenta alle attiviste femministe e sindacali appartenenti ai diversi gruppi rintracciati , e alla ricerca di documentazione originale negli archivi storici locali.

 

PERCHÈ UN SITO

La realizzazione di questo sito è frutto della stessa intenzione che ha mosso la ricerca della dottoressa Bellè: restituire alla memoria collettiva e al territorio una parte importante della sua storia. Uno strumento per condividere i risultati del lavoro svolto e per avvicinare al tema anche un pubblico non specialistico, perché la ricerca deve essere di tutt* e per tutt*. Gli obiettivi della ricerca: tra prima e dopo. Il progetto è di impostazione interdisciplinare – sociologica e storica – e persegue un duplice scopo. In primo luogo riscattare dall’oblio una importante vicenda politica e civile di partecipazione e cambiamento, che rischia di essere dimenticata e posta al margine della memoria collettiva come spesso avviene, quando si tratta di storia delle donne. In secondo luogo, la ricerca interroga le fratture tra prima e dopo l’arrivo del movimento femminista nella vita delle donne. Che cosa accade con la nascita del movimento? Quali trasformazioni personali, collettive e sociali si innescano? E, infine, che cosa, di quella stagione di lotte, si è depositato nella contemporaneità?
Questo sito è stato realizzato grazie al sostegno della Commissione provinciale per le Pari Opportunità tra donna e uomo.

 

METODOLOGIA E FONTI

La ricerca si è avvalsa di un approccio interdisciplinare, intrecciando la prospettiva storica a quella sociologica, combinando analisi delle fonti d’archivio e interviste. Due sono i principali archivi a cui si è attinto: il Centro di Documentazione Mauro Rostagno, istituito presso la Fondazione Museo Storico di Trento, l’Archivio delle donne di Rovereto, frutto del prezioso lavoro di raccolta documentale condotto dall’Osservatorio Cara Città, ora disponibile presso la Biblioteca Comunale di Rovereto. Il lavoro di analisi dei documenti – volantini, scritti politici, manifesti, articoli di giornale e foto dell’epoca – restituisce vividamente vicende, rivendicazioni e linguaggi del periodo. Le interviste alle protagoniste dei vari gruppi femministi, così come delle donne attive nel sindacato e nei luoghi di lavoro, contribuiscono invece ad una ricostruzione della memoria e dei percorsi soggettivi. Le interviste sono state inoltre un mezzo molto importante per restituire centralità narrativa e riconoscimento pubblico a quelle donne (almeno a una parte di loro) che, grazie al proprio impegno in prima persona, hanno prodotto importanti cambiamenti politici e sociali. Tutta la vita deve cambiare era un noto slogan dell’epoca. E infatti i racconti delle intervistate restituiscono lo slancio verso un cambiamento radicale, un rivolgimento viscerale dei modi della vita, delle forme del pensiero e delle prassi politiche, portato avanti con desiderio e determinazione, per se stesse, ma anche per le generazioni di donne che sarebbero venute dopo.

 

DIDATTICA E DIVULGAZIONE

Il progetto FemMe non si ferma alla ricerca accademica e alla diffusione attraverso questo sito web. Una parte fondamentale e integrante del lavoro della dottoressa Bellè è infatti la didattica che si asprime attraverso dei laboratori rivolti agli Studenti di scuola secondaria di secondo grado. Attraverso fotografie, manifesti, interviste e la bibliografia del periodo storico in esame, i laboratori sono focalizzati su alcuni passaggi importanti nel dialogo tra ricercatrice e attivista/e intervistata/e ai fini di questa ricerca; in questo modo gli studenti attraverso la lettura di testi scritti gli studenti in modalità autogestita possono riscontrare la dimensione personale di presa di coscienza dell’intervistata prima di tutto come persona, come donna, come studente e in un secondo tempo come attivista di un gruppo (Cerchio spezzato) nel più vasto ambito del movimento del ’68. Le interviste a personalità legate alla storia della città di Trento e al movimento stesso(es. Boato) arricchiscono il modulo didattico evidenziando il punto di vista maschile e delle istituzioni stesse per alcuni aspetti.
Obiettivo di questa attività è quello di far comprendere, all’interno del contesto storico del 68’ che cosa è stato il femminismo, come lo si è vissuto a Trento, partendo non da definizioni precostituite ma da pensieri, ambienti di provenienza di donne e uomini che ci restituiscono una particolare lettura della città di Trento in quegli anni in cui avviene il formarsi di una piccola comunità femminile, universitaria che sarà fondamentale per uomini e donne nel loro percorso di vita personale e professionale a Trento e in altri luoghi d’Italia.

Il progetto FemMe avrà inoltre uno spazio all’interno della trasmissione “Lab”, che andrà in onda sul canale History Lab curato dalla Fondazione Museo Storico del Trentino. Il format della trasmissione racconta le tante associazioni che sul territorio trentino si occupano di storia e memoria, ne racconta il dietro le quinte, le principali attività e i gruppi di lavoro. Recentemente il format si è allargato anche ai progetti di ricerca e ai convegni a tema storico, intervistando i relatori e le relatrici e mostrando le fonti, a volte inedite ed inaspettate, della ricerca. La trasmissione è a cura da Chiara Limelli e realizzata da Busacca Produzioni Video.

 

RISORSE E ARCHIVI

Per chi volesse approfondire con ulteriori ricerche, e/o focalizzarsi su altri contesti territoriali, riportiamo di seguito l’elenco, non esaustivo e in continua espansione, di siti e pagine web che documentano la storia del femminismo italiano.

I link sono riportati secondo una logica geografica, seguendo il criterio di capillarità e valorizzazione della storia locale perseguito da questo sito; la maggior parte delle risorse riportate sono riferibili ad archivi fisici oppure ad associazioni e realtà attive tutt’ora. Altri, riportati alla fine di questo elenco, seppure rappresentano risorse di sicuro interesse archivistico, non risultano aggiornate da diverso tempo e portano a riflettere ulteriormente sulla necessità di un lavoro metodico di catalogazione e diffusione del materiale presente online e offline.

Chiunque volesse contribuire all’elenco e/o segnalare altre fonti utili è invitata/o a contattare Elisa Bellè all’indirizzo elisa.belle@unitn.itIl progetto FemMe ha trovato inoltre spazio all’interno della trasmissione “Lab”, in onda sul canale History Lab dalla Fondazione Museo Storico del Trentino. Il format della trasmissione racconta le tante associazioni che sul territorio trentino si occupano di storia e memoria, ne racconta il dietro le quinte, le principali attività e i gruppi di lavoro. Recentemente il format si è allargato anche ai progetti di ricerca e ai convegni a tema storico, intervistando i relatori e le relatrici e mostrando le fonti, a volte inedite ed inaspettate, della ricerca. La trasmissione è a cura da Chiara Limelli e realizzata da Busacca Produzioni Video. La trasmissione è visibile anche sul canale Youtube della Fondazione.Trentino Alto Adige-Südtirol

Non esistono al momento archivi digitali disponibili on line, all’infuori dei documenti resi disponibili su questo sito, che sono una piccola parte di quelli rinvenuti nel corso della ricerca. Si segnalano qui i due archivi cartacei consultati:

Trento: Centro di Documentazione Mauro Rostagno, istituito presso la Fondazione Museo Storico del Trentino (per informazioni: archivi@museostorico.it)

Rovereto: Archivio delle donne, disponibile presso la Biblioteca Comunale di Rovereto. L’archivio al momento (dicembre 2019) non è ancora pubblico, poiché in fase finale di catalogazione; è comunque possibile consultarlo contattando info@osservatoriocaracitta.it o archiviodonnerovereto@gmail.com

Bolzano: sono disponibili diversi fondi presso l’Archivio storico delle donne/Frauenarchiv di Bolzano/Bozen (per informazioni: info@frauenarchiv.bz.it)

Piemonte
Pensiero Femminile
Archivio Donne Piemonte

Veneto
Circolo della Rosa

Liguria
Associazione per un Archivio dei Movimenti

Sardegna
Centro di Documentazione e Studi delle Donne di Cagliari

Lazio
Herstory
Archivi, Biblioteche, Centri di documentazione delle donne

Triveneto
Femminismo Ruggente

Emilia Romagna
Centro Documentazione Donne – Ferrara

Altre Risorse
Relelith.
Women.
Libera Università delle Donne.
Libreria delle donne
Storia delle donne
Generazioni – interfaccia di memoria condivisa ed azioni di genere
Archivio Movimenti

Siti non aggiornati
Associazione Piera Zumaglino
Università delle Donne

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